Benvenuto a Patmos!


È situata nella parte orientale dell’Egeo e la sua superficie è di appena 34 chilometri quadri. Il suo suolo volcanico è roccioso con le colline basse che si susseguono e accerchiano piccole pianure. Decine di lingue di terra penetrano nel mare formando una linea costiera mozzafiata.
I reperti archeologici costituiscono testimonianze del fatto che l’isola fu abitata durante l’antichità dai Dori e gli Ioni, che veneravano l’Artemide, svilupparono una cultura importante ed un’economia fiorente.

Nel 95 d.C., Dio gira lo sguardo verso questa piccola isola greca e si cerca San Giovanni Evangelista, il discepolo peferito di Gesù Cristo chi stava in esilio, per dettargli l’Apocalisse. Sin da quel momento, Patmos sarebbe segnata per sempre dalla Sua luce sacra.

Nel 1088 un monaco illuminato, Cristodulo Latreno, che aveva buoni contatti con la corte imperiale bizantina, chiese all’impero di affidargi l’isola allora deserta ed inabitata per fondarvi un grande Monastero in onore di Giovanni Evangelista . Il percorso storico dell’isola si identificò da quel tempo con la vita del Monastero, con le difficoltà ma anche i privilegi che le concessero conquistatori che saccheggiavano il Mare Egeo.

Nel 1309, Patmos cadde nelle mani dell’ordine dei cavalieri giovanniti fino al 1522 che fu dominata dall’impero ottomano.

Nel 1912, la Turchia la consegnò agli italiani assieme alle altre isole del Dodecaneso.

Nel 1947, gli abitanti di Patmos che non persero mai la loro coscienza nazionale greca celebrarono la loro annessione allo stato greco con tutte le altre isole del Dodecaneso.

Oggi, Patmos con il colore azzurro intenso del Mare Egeo combina l’essere una località sacra di pellegrinaggio con l’essere un luogo di villeggiatura ideale. La Chora è uno degli insediamenti medievali meglio conservati del Mar Egeo. Per questo motivo, nel 1999 è stata caratterizzata con il Monastero e la Grotta dell’ Apocalisse come Monumento appartenente al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (OWHC).


Lo sviluppo turistico degli ultimi anni non ha affatto influenzato la mentalità dei suoi abitanti che conservano tuttora la tradizionale ospitalità secolare. Inoltre, la sua costa continua a forma di pizzo con decine di piccole baie di sabbia e spiagge più grandi organizzate, il clima secco, il paesaggio pittoresco unico, i manasteri e in particolare, il monastero-fortezza di San Giovanni Teologos con le grandi collezioni di cimeli bizantini e la bibliotca con i manoscritti rari, i rituali bizantini ortodossi che culminano ogni giovedì santo con la Cerimonia del Lavaggio dei Piedi, le manifetszioni culturali ed in particolare il Festival internazionale annuale di Musica Ecclesiastica, così come le prestazioni di servizi turistici di altissimo livello sono tra i motivi che accattivano il visitatore e lo fanno ritornare a Patmos continuamente. Quello però che attira di più il visitatore è l’energia positiva sparsa che si prova sull’isola, quella luce accecante particolare, conseguenza forse del Suo sacro sguardo…